Blog personale di fotografia, macrofotografia, fotografia naturalistica, con particolare riferimento alla Valle del Sele, al fiume Sele, Colliano, Contursi Terme, Valva, Oliveto Citra, ecc
Ogni anno nei mesi da maggio ad agosto nella Valle del Sele si ripete uno spettacolo serale mozzafiato!
Sullo sfondo Quaglietta ed il suo castello
Subito dopo l'imbrunire si inizia a vedere una intermittenza di piccole luci, fino a diventare uno spettacolo stupefacente dove migliaia di lucciole lampeggiano nei campi, tutto ciò accompagnato dal canto dei grilli, basta fermarsi un attimo per entrare in un mondo perfetto e magico.
Da anni affascinato da questo spettacolo della natura, ho cercato il modo di poter, almeno in parte mostrare questo spettacolo del creato!
La luce delle lucciole, benché visibile dall'occhio umano, resta abbastanza difficile da catturare con la macchina fotografica, dopo diverso tempo e tante prove sono riuscito ad ottenere qualcosa di sufficientemente vicino a quanto percepito dall'occhio umano.
Date le numerose richieste circa la "lente autocostruita" e non essendo più disponibile il vecchio link dove spiegavo come l'avevo realizzata, cerco di sintetizzare in questo spazio la sua realizzazione. Intanto premetto che "di fatto" non ho autocostruito nulla, nel senso che ho solo cercato, provato e testato diversi tipi di aggiuntivi ottici per poter ottenere un maggior RR(rapporto di riproduzione) del soggetto inquadrato. Utilizzando per la macrofotografia, prevalentemente una bridge e per la precisione la Panasonic Lumix FZ50, la scelta dell'aggiuntivo ottico era l'unica via percorribile (visto che non vi è possibilità come nelle reflex di cambiare obiettivo o utilizzare anelli distanziatori o soffietti). Le prime prove sono state effettuate utilizzando un set di lenti close-up della Marumi (+1, +2, +4). Durante l'utilizzo in campo di tali lenti è emerso subito un problema di caduta di nitidezza ai bordi del fotogramma, caduta poco percett...
Questa volta come meta per un'escursione fotografica si sceglie un luogo nei Monti Picentini, poco distante da Giffoni Valle Piana e precisamente una grotta, la grotta dello Scalandrone. Di tale grotta ne ho sentito parlare tempo fa in occasione di un servizio fotografico realizzato in vari paesi dei Picentini, però non avevo la minima idea di come raggiungere il posto. Qualche giorno di ricerche in internet e di consultazioni fotografiche e di mappe, arricchite da qualche telefonata a qualche amico fotografo che è stato a fotografare tale grotta e una consultazione con un amico speleologo, mi permettono di avere un quadro d'insieme di cosa ci attende. Mi procuro una lampada a led per avere una illuminazione molto diffusa anche se debole, qualche corda e contatto gli amici per l'avventura. La mattina del 02/01/2011 dopo una salutare colazione, partiamo per raggiungere la grotta, la prima tappa è semplice e si tratta di giungere a Giffoni Valle Piana, cittadina dove ogn...
L’avventura inizia alcuni giorni prima dell’escursione, con alcune telefonate ad amici allo scopo di acquisire informazioni su come raggiungere la grotta stessa. Alcune ricerche su internet portano ad apprendere che la cappella presente all’interno di questa grotta naturale risale all’anno mille, le stesse ricerche non rilevano foto riguardanti tale grotta e ciò rende ancora più appetibile l’escursione. La grotta seppur non visibile da giù è incastonata nella parte alta della parete rocciosa della montagna che sovrasta Valva, l’esposizione della grotta rende inutile in questo periodo levatacce mattutine in quanto raggiungendola troppo presto, resterebbe troppo in ombra; quindi si decide di partire dal centro di Valva alle ore 09:00 e dopo qualche chilometro in auto è necessario parcheggiare e iniziare la lunga salita a piedi. Da Grotta San Michele Arcangelo - Valva Il tempo è ottimo e durante la salita si ha modo di apprezzare la natura e le cromie calde c...
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